“La morte non esiste figlia mia, la gente muore solo quando viene dimenticata”

Mi spiego’ mia madre poco prima di andarsene.

“Se saprai ricordarmi saro’ sempre con te”

Isabelle Allende

“Memories warm you up from the inside. But they also tear you apart.”― Haruki Murakami

 

Sono nata a Il Cairo, Egitto,  durante una calda estate del 1972 da mamma Annabella e papa’ Mario

 

Sono Italiana, ma nata all’estero e questo è stato, per molti, motivo di fraintendimento per un bel po’.

Da adulta ho visto trasformarsi in “fascinazione esotica”, quella che inizialmente era la confusione creata dall’abbinamento tra gli occhi verdi e i capelli biondi e il luogo di nascita.  Oggi mi chiedono se ho il permesso di soggiorno….

Ma, si sa, viviamo momenti “strani” ed io prendo il tutto con molto umorismo ed ingenuo ottimismo, con la speranza che le cose possano sempre cambiare in meglio.

Sono in Italia dal 1973, vivo a Roma dove ho studiato e lavorato per la maggior parte della mia vita.

Delle Piramidi non ho molti ricordi, se non quelli di un viaggio con i miei genitori e qualche foto di famiglia.

Le ho ammirate sui numerosi libri di mia madre, appassionata di archeologia e studiato la meravigliosa storia della civiltà Egizia con infinita passione e curiosità. E’ un luogo ricco di storia, che regala nuove scoperte grazie all’intenso lavoro degli archeologi che continuano a studiare, cercare e trovare nuovi tesori.

Continuo ad essere affascinata da quei luoghi, ogni volta che li vedo ritratti nei video e nelle fotografie inviati da mio cugino, quando ha voglia di condividere con me le bellezze del Paese nel quale sono nata.

Ciò che provo per l’Egitto non è esattamente nostalgia, non ho ricordi particolari legati a quelle terre. Senza ombra di dubbio, però ne sono attratta come può essere il metallo ad un magnete e quando provo queste strane emozioni mi rifugio nelle pagine di un libro che ne racconta le gesta e ne ritrae le meraviglie.

Molti di noi diventano genitori molto prima di aver smesso di essere bambini.

(Mignon McLaughlin)

Vieni che ti faccio vedere come si crea una tempesta passando la mano sopra antiche fotografie impolverate. (Fabrizio Caramagna)

I genitori ti insegnano ad amare, ridere e correre. Ma solo entrando in contatto con i libri, si scopre di avere le ali (Helen Hayes)

Amo la lettura, ho imparato a leggere e scrivere su Topolino, grazie ad metodo creativo inventato da mia madre. E’ stata lei ad incoraggiare sempre la mia curiosità, la voglia di creare ed imparare cose nuove.

La mia infanzia è stata molto stimolante ed ho iniziato sin da piccola a disegnare, creare, cucire, ricamare e a trasformare qualsiasi cosa … in qualcos’altro.

I pomeriggi passati con mia madre sono stati delle vere e proprie avventure, durante le quali riusciva a trasformare l’apprendimento in un gioco sempre diverso, sempre nuovo. Giocando ho imparato a leggere e scrivere, a contare e disegnare. Ritagliavamo sagome di carta, creando personaggi e teatrini che mi permettevano di raccontare nuove storie, le mie storie. Cucivamo, ricamavamo, facevamo gli abiti per le bambole. 

Mio padre mi portava “Il corrierino dei Piccoli”, all’interno ricordo un attrezzo a batteria per tagliare il polistirolo e lui che intagliava un pezzo di polistirolo ricavato dal vassoio degli yogurt… Era una piccola porta con le scale che scorrevano e poi sparivano nella facciata..

Poi sono arrivati i libri meravigliosi compagni di viaggio, l’arte, il colore e la sua luce.

Leggere un libro non è uscire dal mondo,
ma entrare nel mondo attraverso un altro ingresso

Mia madre amava leggere e dipingere, cantare e viaggiare.

Mio padre costruiva cose, disegnava gioielli e nel corso della sua vita  ha realizzato numerosi progetti di arredamento e diretto la sua agenzia di viaggi. I pochi discorsi fatti con lui giravano tutti intorno al marketing e alla regola delle 5 W+2, una regola che non si può dimenticare, valida per tutto.

Insieme costruivano mobili e persino una casetta di Barbie che ancora conservo….Insieme eravamo una famiglia, finché non lo siamo stati più…

Entrambi creativi, nel proprio personalissimo modo. Da ognuno di loro, ho ricevuto in eredità un bagaglio di strumenti che mi hanno preparato alla vita e alle sue mille, inattese difficoltà.

Da loro ho imparato tutto quello che so….

La cosa più importante che i genitori possono insegnare ai loro figli
è come andare avanti senza di loro.

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