Sto riaprendo questo sito in un momento in cui tutti noi siamo chiamati a riflettere sulla nostra vita, su ciò che siamo, facciamo o faremo e sulla nostra socialità. Siamo abituati a condividere tutta la nostra esistenza sui Socials senza renderci conto che c’è un mondo intorno a noi. Camminiamo sbattendo contro i pali pur di non togliere gli occhi dal telefono.

Ora siamo in pausa.

La nostra frenetica vita è stata sospesa da qualcosa che nemmeno siamo in grado di vedere, che nonostante le dimensioni infinitamente ridotte, ci ha recluso in casa e spaventato a morte. Ora ci sono rimasti i socials per connetterci e provare ad avere meno paura…ma c’è altro molto altro… Ora abbiamo tempo, il nostro tempo. Oggi come non mai abbiamo nostalgia del mondo là fuori che stavamo ignorando.

All’inizio lo abbiamo sottovalutato, il pericolo intendo. Ora no, non possiamo più farlo. Ora dobbiamo fermarci, seguire le istruzioni che ci danno e rimanere a casa. Il modo in cui ognuno di noi impiegherà il “nuovo” tempo a disposizione sarà fondamentale. Possiamo decidere di perderne ancora o possiamo decidere di farlo diventare un “investimento”. Non costa nulla, in termini economici, ma ha un valore inestimabile, ed è ironico che sia stato proprio un virus a restituircelo e a farci rendere conto che ne abbiamo a sufficienza per fare molte cose, che siamo fortunati se ne parliamo e discutiamo perché c’è chi, questo tempo, non lo ha più.

Non stiamo andando in guerra, anche se probabilmente lo stato attuale delle cose ci fa pensare che lo siamo. Per certi versi lo siamo, perché le restrizioni ci rimandano ai racconti dei nostri nonni. Ma non siamo sotto le bombe, abbiamo ancora cibo a sufficienza e i medici stanno facendo tutto quello che possono per salvare tutti, ma proprio tutti. Questo non accadeva allora,  e non accade nemmeno nel 2020, in tutte quelle zone afflitte dalla guerra adesso,  proprio mentre sto scrivendo.

Tutto quello che dobbiamo fare è stare a casa ed uscire meno possibile e questo sarà di aiuto a tutti noi. Specialmente alle persone che non possono difendersi, e non credo che il virus faccia veramente questione di età. Ma pensiamo anche a tutti coloro che in questo momento hanno un deficit immunitario come chi attende un trapianto d’organo. Stando a casa aiutiamo anche loro.

Molte persone si stanno ammalando, tante stanno morendo, molte altre ci hanno già lasciato e altre, purtroppo lo faranno presto. Lo faranno senza l’assistenza dei propri cari, costretti in casa dalla necessità della distanza sociale. Ma tanti stanno guarendo e dobbiamo focalizzarci su questo, sulla speranza, sulla salvezza, sul domani.

Siamo tutti in casa, molti sono da soli.

Tanti stanno sopportando il peso della preoccupazione per i propri cari, lontani o contagiati o già ammalati. Un numero rilevante di persone élasciata sola, e non dovrebbe perché afflitta dal male del secolo che ha fatto più vittime di qualsiasi altro virus, la depressione. Poi ci sono le persone con disabilità, le persone che vivono per strada, quelle isolate geograficamente e quelle dove una connessione non è arrivata ancora.

Siamo tutti isolati, ma insieme. Questo non dovete dimenticarlo. Quando sentite che la solitudine vi affligge, pensate che in un mondo di 7 miliardi di persone non potete sentirvi da soli.

Me lo ripeto ogni giorno.

La riscoperta

Tanti stanno riscoprendo il rapporto con i propri figli e compagni di vita, perché la vera distanza sociale era quella che albergava nelle nostre case, che poneva una barriera insormontabile tra noi e i nostri affetti più cari. 

Non possiamo comunicare se non attraverso i Socials, cantiamo sui balcone e brindiamo anche se non siamo seduti ai tavolini dei bar per l’appuntamento dell’aperitivo.  Gli spazi virtuali come questo sito web, ci permettono di far conoscere le nostre vite, grazie ad una condivisione che, probabilmente permetterà a tutti noi di migliorare, perché lo faremo con un altro scopo e non solo per avere dei likes.

Siamo tutti chiamati ad imparare cose nuove e ad utilizzare al meglio tutto l’arsenale di conoscenza che da molto ci è stato messo a disposizione e che spesso abbiamo usato male o non abbiamo usato per niente. 

Io ho deciso di cambiare, di avere di nuovo fiducia e di avere speranza, perché ultimamente, nonostante il mio innato ottimismo, un po’ l’avevo perduta, così come l’autostima.

Ho sempre avuto un atteggiamento positivo nei confronti delle avversità e per me l’unica parola d’ordine è stata, per quasi tutta la mia vita, “non esistono problemi, solo soluzioni”. Per una come me il bicchiere non è mai stato mezzo pieno o mezzo vuoto, ma pieno per metà di aria e per metà d’acqua. La mattina c’è stato sempre il sole anche se la pioggia cadeva a dirotto.

Si tutto bene, ma poi ci sono stati degli ostacoli insormontabili, dei cambiamenti così profondi che mi hanno portato a vivere uno stato di grande insicurezza ed indecisione. Nonostante ciò sono andata avanti, ho cambiato vita, ho cambiato casa, lavoro … Tutto … Poi ho perso di nuovo parte di queste cose e ancora e ancora. Una infinita caduta verso l’oblio.

Ultimamente, ho perduto l’affetto più grande della mia vita e poi è arrivato il virus. 

Ma è arrivata anche la solidarietà e la possibilità di connettermi di nuovo con delle persone che erano da tempo uscite dalla mia vita.

Chiusa in casa, con tutto questo “groviglio” da sbrogliare, processare ed assimilare,  sono stata costretta a fermarmi e pensare davvero, come non facevo da molto tempo…. Dovevo cercare il bandolo della matassa, il filo che mi avrebbe permesso  di uscire dal labirinto.

Ho affrontato i miei fantasmi ed ora ho deciso di non stare ferma ad aspettare e di agire.  Ancora una volta reagirò ma, questa volta, non farò finta che questo non mi costi fatica. 

Quindi sono qui a mostrare il fianco, ad ammettere che sì, si può anche essere fragili e battuti dalla vita, ma ci si rialza sempre.

...è ora di rialzarsi...

...è il momento per fare...

Pertanto, rimetto in piedi il mio sito, poi penserò ad un modo per rimettere in sesto la mia vita anche se non so bene cosa accadrà e decido di combattere tutti i virus di questo mondo, quelli che hanno nomi ormai spaventosi e tutti gli altri, altrettanto invisibili ed insidiosi. 

Ho deciso di combattere l’insicurezza, la mancanza di autostima, l’invisibilità. Esco dall’ombra e guardo a me stessa come si guarda ad una persona che ancora non si conosce. 

Voglio guardare il mondo che verrà e a quello che ho dentro di me con occhi nuovi, con rinnovata curiosità, speranza e consapevolezza. 

Mia madre diceva di me che avevo tanta energia, una energia infinita, che spostavo le montagne … Ma  non credevo a sufficienza in me stessa, che non mi rendevo conto.. “Quando entri in una stanza la illumini e nemmeno te ne accorgi, hai tutti gli strumenti e la forza per vivere la vita che vuoi e che meriti, devi solo volerlo davvero”.

Se mia madre aveva ragione anche solo un po’, allora è proprio il momento per vedere quella luce e dobbiamo farlo tutti, altrimenti il tempo che ci è stato regalato sarà inutile. 

Ho deciso di “pensare“, contrariamente a quanto consigliato da un illustre psicologo apparso per l’ennesima volta in televisione, nonostante affermi di non andarci mai volentieri.

Lo faccio guardando “dentro” per capire cosa posso fare “fuori“; lo faccio nell’unico modo che conosco “creando cose“, sia che esse siano oggetti fisici, digitali o contenuti da condividere. 

... é il momento per creare

Quindi da oggi accanto al titolo obbligatorio per l’ottimizzazione del sito,  da artista e designer, scenografa e tutto il resto, ritorno ad essere “solo” Roberta Aiello, curiosa e creativa, in perpetuo stato di apprendimento, con l’inestinguibile desiderio di condividere.

Intraprendo oggi una nuova avventura, la mia vita. Tendo una mano a me stessa per essere ancora capace di tenderla al prossimo, ora e domani, nel momento in cui le distanze vanno ampliate io voglio accorciarle … almeno virtualmente.

"Il prossimo capitolo della mia vita e tutto da scrivere... Ho molti sogni nel cassetto, ma oggi so, di avere ancora molti cassetti". 

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